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LIVORNO. Una cerimonia per non dimenticare gli “Angeli della Meloria”. I
paracadutisti della Brigata Folgore, rimasti vittime del tragico incidente aereo
del 11 novembre 1971, sono stati commemorati ieri mattina ai monumenti ai Caduti
in via Provenza e al Cimitero della Cigna. Sono passati 33 anni da quella notte
in cui un C 130 dell’Aereonautica militare britannica, decollato pochi minuti
prima da Pisa, si inabissò nelle acque della Meloria. Il velivolo era diretto in
Sardegna per effettuare una esercitazione chiamata “corrente fredda”.
Non arrivò
mai a destinazione, portando con se il destino dei 46 militari a bordo, per lo
più ventenni e in servizio di leva. Nella tragedia morirono anche i 6 avieri
della Royal Air Force. Gli anni passano ma sembra che il tempo si sia fermato a
quella notte in cui, a bordo del Gesso 4, tutto era pronto per raggiungere la
zona di lancio di Villacidro. Il ricordo è ancora vivo. Lo dimostra la sentita
partecipazione dei familiari delle vittime, arrivati da ogni parte d’Italia per
rendere, commossi, il doveroso omaggio ai propri cari, così come le autorità
civili e militari e le associazioni combattentistiche e d’arma e i commilitoni
dell’epoca, che hanno affollato il piazzale nella cornice di Banditella. Prima
la messa nella cappella della caserma, presente il comandante della Brigata
Pietro Costantino, poi la celebrazione in via Provenza dove erano presenti, tra
gli altri, il precedente comandante della Brigata Marco Bertolini. Il comandante
del 187° Reggimento paracadutisti Folgore Aldo Mezzalana e l’assessore Carla
Roncaglia. Una corona commemorativa è stata deposta al monumento ai Caduti. Le
toccanti note del silenzio risuonavano sotto lo sguardo fisso di due militari.
Poi Mezzalana, che oggi ha alle sue dipendenze la 6^ Compagnia Grifi, la stessa
cui facevano parte i giovani caduti, ha pronunciato parole commosse:” La strage
della Meloria è un evento che ha toccato profondamente tutti. E’ un qualcosa che
viene tramandato affinchè queste vite siano a perenne ricordo di tutti i
paracadutisti “. Dopo aver rivolto un pensiero ai parenti presenti: “ Vedere lo
spirito che li anima è una cosa che prende il cuore. Anche dalle celebrazioni
tragiche dobbiamo riuscire a trarne il massimo. La Brigata è la casa di tutti i
paracadutisti, soprattutto per coloro che hanno perso la vita”. La cerimonia in
Banditella si è conclusa con gli occhi lucidi dei presenti, rivolti verso il
mare. Un cartello commemorativo, sorretto da palloni gonfiabili che i parà usano
per verificare le condizioni del vento, è stato liberato in aria e sospinto
verso lo specchio d’acqua che il destino ha voluto rendere tragicamente
protagonista.
di Valerio Volpini
(da IL TIRRENO del 14 novembre 2004)
immagini della Cerimonia:


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