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C.le par. PASQUALE BACCARO
Medaglia
d' Oro al Valor Militare
alla memoria
La
Sezione Paracadutisti Saronno, ha dedicato il
suo "Labaro" al nome del Paracadutista Pasquale Baccaro, tragicamente perito,
nell' adempimento del suo dovere, durante una missione umanitaria in Somalia.
Con
questa dedica si è voluto rendere onore ai paracadutisti militari che,
in tempo di pace, hanno donato alla Patria la loro
vita; meritando la stima e il rispetto che toccò ai paracadutisti italiani,
caduti durante la
seconda guerra mondiale.
Ora
anche Pasquale è con loro ... in quell' angolo del cielo ...
...
ecco la storia del tragico
ma, glorioso epilogo della vita di Pasquale Baccaro:
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STORIA DEL
186°
REGGIMENTO
PARACADUTISTI
"FOLGORE"
OPERAZIONE
"IBIS"
SOMALIA
"IL DUE
LUGLIO 1993"
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Dopo
cruenti scontri tra il contingente pachistano ed una delle fazioni (somale
n.d.r.), la XV
compagnia, inquadrata, dopo l'avvicendamento, nel 183° reggimento paracadutisti
viene coinvolta, il 2 luglio 1993, con altre compagnie, negli scontri che hanno
l'epicentro presso il check point "Pasta", dove un' attacco somalo
segue ad un'operazione di rastrellamento condotta a Mogadiscio Nord contro dei
malviventi, che forse aveva fatto temere ad una delle fazioni la cattura del suo
leader.
Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale gli scontri assumono,
per un'unità italiana, i riflessi di una vera battaglia.
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I miliziani somali pongono in atto una vera guerriglia, basata sul cecchinaggio e
su tiri di armi semiautomatiche compiuti facendosi scudo della folla manovrata
ed utilizzata quale copertura dalle fazioni.
Nella
difficile situazione il comportamento dei nostri paracadutisti è determinato ma
aderente alle regole di ingaggio; essi sostengono lo scontro sino all'ordine di ripiegamento, giunto tanto al fine di sottrarre le nostre forze all'imboscata
quanto per non coinvolgere la popolazione, deliberatamente esposta dai criminali
delle fazioni. |
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Purtroppo gli Italiani subiscono delle perdite;
muore, del 186° Reggimento, il paracadutista Pasquale Baccaro, della 15 compagnia,
la motivazione della Medaglia
d'Oro al Valor Militare alla memoria lui
conferita, così si
esprime: |
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"Paracadutista di leva, inquadrato nel
contingente italiano inviato in Somalia nell’ambito dell'operazione umanitaria
voluta dalle Nazioni Unite, partecipava con il 183° reggimento paracadutisti
"Nembo" al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei
successivi combattimenti, proditoriamente provocati da miliziani somali, mentre
effettuava fuoco mirato da bordo di un veicolo corazzato a sostegno
dell’azione condotta dalla propria squadra, veniva inquadrato dal tiro dei
cecchini ma, imperturbabile, proseguiva nell'azione.
Gravemente ferito a seguito
dell’esplosione di un razzo controcarro, che aveva colpito il mezzo corazzato
sul quale operava, manteneva, nonostante l'amputazione traumatica di un arto
inferiore, spirito saldo e animo sereno, consentendo agli altri paracadutisti di
continuare ad operare con immutata determinazione. Soccorso e trasportato presso
una struttura sanitaria non sopravviveva alle gravissime lacerazioni subite.
Immolava così la sua giovane vita nel pieno adempimento del proprio dovere per
un ideale di pace e solidarietà tra i popoli.
Purissima figura di uomo e di
combattente, esempio fulgido di assoluta dedizione al dovere e di elette virtù
militari sublimate dal supremo sacrificio".
Mogadiscio,
2 luglio 1993. |
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